Le Massime di Lisia #14

3.1.2022
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Obbligazioni - Modi di estinzione della obbligazione - Compensazione

Corte di appello di Ancona, n. 1059/2021

La compensazione, quale fatto estintivo dell'obbligazione ben può essere dedotta come motivo di opposizione all'esecuzione forzata, fondata su titolo esecutivo giudiziale coperto dalla cosa giudicata, qualora il credito fatto valere in compensazione, rispetto a quello per cui si procede, sia sorto successivamente alla formazione di quel titolo mentre in caso contrario resta preclusa dalla cosa giudicata, che impedisce la proposizione di fatti estintivi od impeditivi ad essa contrari.

 Contratto - Risoluzione del contratto - Risoluzione per inadempimento

 Corte di appello di Brescia, n. 1103/2021

Nei contratti a prestazioni corrispettive, una volta pronunciata la risoluzione del contratto, in forza della operatività retroattiva di essa, stabilita dall'art.1458 c.c., si verifica per ciascuno dei contraenti ed in modo avulso dall'imputabilità dell'inadempienza, rilevante ad altri fini, una totale restitutio in integrum e, pertanto, tutti gli effetti del contratto vengono meno e con essi tutti i diritti che ne sarebbero derivati e che si considerano come mai entrati nella sfera giuridica dei contraenti stessi. L'obbligazione restitutoria non ha, quindi, natura risarcitoria, derivando dal venire meno, per effetto della pronuncia costitutiva di risoluzione, della causa delle reciproche obbligazioni.

Singoli contratti - Contratti atipici (socialmente tipici) - Leasing (locazione finanziaria) e sale and lease-back

Corte di appello di Firenze, n. 1902/2021

In materia di leasing, fra concedente, utilizzatore e fornitore non è configurabile un rapporto trilatero, bensì si è in presenza di un collegamento negoziale tra due distinti contratti: uno di leasing vero e proprio, intercorrente tra utilizzatore e società di leasing (concedente) e l’altro di fornitura, intercorrente tra quest’ultima ed il fornitore (benché sia riconosciuta l’esistenza di una causa concreta unitaria tra i suddetti negozi, i medesimi mantengono, tuttavia, una propria individualità).

Obbligazioni - Obbligazioni pecuniarie – Interessi - Usura

  Corte di appello di Firenze, n. 1901/2021

Nei contratti di mutuo, allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell’usura, come determinata in base alle disposizioni della L. n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l’inefficacia della clausola contrattuale di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all’entrata in vigore della predetta legge o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula, né la pretesa del mutuante, di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato, può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di detta soglia, contraria al dovere di buona fede nell’esecuzione del contratto.

Responsabilità civile - Fatto illecito - Rapporto di causalità

  Corte di appello di Genova, n. 952/2021

In materia di rapporto di causalità nella responsabilità civile, in base ai principi di cui agli artt. 40 e 41 c.p., qualora le condizioni ambientali od i fattori naturali che caratterizzano la realtà fisica sulla quale incide il comportamento imputabile dell'uomo siano sufficienti a determinare l'evento di danno indipendentemente dal comportamento medesimo, l'autore dell'azione o della omissione resta sollevato, per intero, da ogni responsabilità dell'evento, non avendo posto in essere alcun antecedente dotato in concreto di efficienza causale; ove, invece, quelle condizioni non possano dare luogo, senza l'apporto umano, all'evento di danno, l'autore del comportamento imputabile è responsabile per intero di tutte le conseguenze da esso scaturenti secondo normalità, non potendo, in tal caso, operarsi una riduzione proporzionale in ragione della minore gravità della sua colpa, poiché una comparazione del grado di incidenza eziologica di più cause concorrenti può instaurarsi soltanto tra una pluralità di comportamenti umani colpevoli, ma non tra una causa umana imputabile ed una concausa naturale non imputabile. Ne consegue che, a fronte di una sia pur minima incertezza sulla rilevanza di un eventuale contributo "con-causale" di un fattore naturale (quale che esso sia), non è ammesso, sul piano giuridico, affidarsi ad un ragionamento probatorio "semplificato", tale da condurre "ipso facto" ad un frazionamento delle responsabilità in via equitativa, con relativo ridimensionamento del "quantum" risarcitorio.

Famiglia - Matrimonio - Regime patrimoniale della famiglia - Fondo patrimoniale

   Corte di appello di Milano, n. 2793/2021

La costituzione del fondo patrimoniale per fronteggiare i bisogni della famiglia, anche qualora effettuata da entrambi i coniugi, non integra, di per sé, adempimento di un dovere giuridico, non essendo obbligatoria per legge, ma configura un atto a titolo gratuito, non trovando contropartita in un'attribuzione in favore dei disponenti.

Diritti reali – Condominio degli edifici - Parti comuni

    Corte di appello di Roma, n. 6142/2021

Nel condominio, in considerazione del rapporto di accessorietà necessaria che lega le parti comuni dell'edificio, elencate in via esemplificativa dall'art. 1117 c.c., alle proprietà singole, delle quali le prime rendono possibile l'esistenza stessa o l'uso, la nozione di condominio è configurabile anche nel caso di immobili adiacenti orizzontalmente, ma ciò presuppone che detti immobili siano dotati delle strutture portanti e degli impianti essenziali comuni indicati dall’art. 1117 c.c..

Singoli contratti – Assicurazione

Corte di appello di Torino, n. 997/2021

Affinché l’assicurato possa ritenersi inadempiente all’obbligo, imposto dall’art. 1913 c.c., di dare avviso del sinistro all’assicuratore, occorre accertare se l’inosservanza abbia carattere doloso o colposo, atteso che, mentre nel primo caso l’assicurato perde il diritto all'indennità, ai sensi dell’art. 1915, I, c.c., nel secondo l’assicuratore ha diritto di ridurre l’indennità in ragione del pregiudizio sofferto, ai sensi dell’art. 1915, II, c.c.; in entrambe le fattispecie l’onere probatorio grava sull’assicuratore, il quale è tenuto a dimostrare, nella prima, l’intento fraudolento dell’assicurato e, nella seconda, che l’assicurato volontariamente non abbia adempiuto all’obbligo ed il pregiudizio sofferto.

Obbligazioni - Modificazione dei soggetti della obbligazione - Cessione del credito

 Corte di appello di Venezia, n. 2514/2021

La cessione di credito, che il creditore può effettuare anche senza il consenso del debitore (art. 1260, comma primo, cod. civ.), ha un effetto più circoscritto rispetto alla cessione del contratto, in quanto è limitata al solo diritto di credito derivante al cedente da un precedente contratto, e non determina il trasferimento dal cedente al cessionario dell'intera posizione giuridica contrattuale, con tutti i diritti e gli obblighi ad essa relativi

Responsabilità civile - Casi specifici di responsabilità - Danno cagionato da cose in custodia

  Corte di appello di Venezia, n. 2443/2021

Il criterio di imputazione della responsabilità di cui all'art. 2051 c.c. ha carattere oggettivo, essendo sufficiente, per la sua configurazione, la dimostrazione da parte dell'attore del nesso di causalità tra la cosa in custodia ed il danno, mentre sul custode grava l'onere della prova liberatoria del caso fortuito, inteso come fattore che, in base ai principi della regolarità o adeguatezza causale, esclude il nesso eziologico tra cosa e danno, ed è comprensivo della condotta incauta della vittima, che assume rilievo ai fini del concorso di responsabilità ai sensi dell'art. 1227, comma 1, c.c., e deve essere graduata sulla base di un accertamento in ordine alla sua effettiva incidenza causale sull'evento dannoso, che può anche essere esclusiva.




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