Le Massime di Lisia #4

10.18.2021
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Tribunale di Roma, 13 giugno 2021, n. 9713/2021

Responsabilità civile - Casi specifici di responsabilità - Danno cagionato da cose in custodia

Nella responsabilità ex art. 2051 c.c. opera l’accollo al danneggiato della sola prova del nesso causale tra la cosa e il danno: ove la cosa oggetto di custodia abbia avuto un ruolo nella produzione, a tanto deve limitarsi l’allegazione e la prova da parte del danneggiato. Incombe poi al custode o negare la riferibilità causale dell’evento dannoso alla cosa, ciò che esclude in radice l’operatività della norma, cioè dare la prova dell’inesistenza del nesso causale, oppure dare la prova della circostanza, che solo a prima vista potrebbe coincidere con la prima, che il nesso causale sussiste tra l’evento ed un fatto che non era né prevedibile, né evitabile.

Tribunale di Rovigo,1 giugno 2021, n. 404/2021

Singoli contratti - Contratti atipici (socialmente tipici) - Contratto autonomo di garanzia

La garanzia che contiene la clausola con cui il garante si impegna al pagamento di quanto richiesto “a prima richiesta”, “a semplice richiesta” o “senza eccezioni” ha natura di contratto autonomo di garanzia, salvo che dal contesto contrattuale risulti una diversa volontà delle parti.

Tribunale di Prato, 8 giugno 2021, n. 423/2021

Responsabilità patrimoniale – Mezzi di conservazione della garanzia patrimoniale - Azione revocatoria

L’azione revocatoria di cui all’art. 2901 c.c., ove esperita vittoriosamente, non determina il travolgimento dell’atto di disposizione posto in essere dal debitore, ma semplicemente l’inefficacia di esso nei soli confronti del creditore che l’abbia vittoriosamente esperita, per consentire allo stesso di esercitare sul bene oggetto dell’atto l’azione esecutiva ai sensi degli artt. 602 e ss. c.c. per la realizzazione del credito.

Tribunale di Napoli, 28 maggio 2021, n. 5082/2021

Responsabilità civile - Danno e risarcimento

Qualora non possano attribuirsi alla sentenza penale effetti vincolanti nel giudizio civile ai sensi degli artt. 651 e 652 c.p.p., nulla impedisce al giudice civile, tenuto a rivalutare integralmente i fatti di causa, di tener conto delle acquisizioni probatorie del processo penale e di ripercorre lo stesso iter argomentativo della sentenza di condanna, condividendone gli esiti. Non rileva che la sentenza penale non sia passata in giudicato, essendo pacifica l'utilizzabilità delle risultanze accertate a seguito di sentenza non definitiva.

Tribunale di Livorno, 10 maggio 2021, n. 380/2021

Responsabilità civile - Casi specifici di responsabilità - Danno cagionato da cose in custodia

L’ente proprietario di una strada aperta al pubblico transito si presume responsabile ex art. 2051 c.c. dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo immanentemente connesse alla struttura ed alla conformazione stessa della strada (a prescindere dalla sua estensione) e delle sue pertinenze. La condotta del danneggiato elide il nesso eziologico tra cosa e danno soltanto ove possa qualificarsi come abnorme, ossia estranea al novero delle possibilità fattuali congruamente prevedibili in relazione al contesto; in caso contrario, essa rileva ai fini del concorso nella causazione dell'evento, a norma dell'art. 1227 c.c..

Tribunale di Bologna, 13 maggio 2021, n.1265/2021

Società – Amministratori

Gli amministratori sono responsabili per i danni che la società subisce a seguito dell’inosservanza dei doveri loro imposti dalla legge e dall’atto costitutivo. Si tratta di una responsabilità di natura contrattuale, per la determinazione della quale non è sufficiente il risultato negativo dell’attività sociale o di singoli atti. L’attore deve provare la sussistenza delle violazioni contestate e il nesso di causalità tra queste e il danno verificatosi, mentre sul convenuto incombe l’onere di dimostrare la non imputabilità del fatto dannoso alla sua condotta, fornendo la prova positiva dell’osservanza dei doveri e dell’adempimento degli obblighi imposti.

Tribunale di Ancona, 20 maggio 2021, n.667/2021

Soggetti del diritto - Capacità della persona fisica - Amministrazione di sostegno

Per effetto dell'entrata in vigore della L. n. 9 gennaio 2004, n. 6 e, in particolare dell'istituto dell'amministrazione di sostegno, relativamente all’individuazione degli strumenti di tutela dei c.d. soggetti deboli si è assistito ad un rovesciamento della tradizionale prospettiva, che dalla tipizzazione della patologia faceva rigidamente derivare la declaratoria di incapacità della persona e quindi la misura interdittiva o inabilitativa, con la conseguenza che il sistema, oggi, impone di incentrare l'attenzione non tanto sulla patologia da cui risulta affetta la persona quanto, piuttosto, sulle specifiche esigenze di protezione della persona totalmente o parzialmente incapace di intendere e di volere, in tal modo consentendo il ricorso agli strumenti maggiormente limitativi della capacità (interdizione o inabilitazione) soltanto in casi estremi.

Tribunale di Torino, 28 maggio 2021, n.2765/2021

Diritti reali – Condominio degli edifici

Le delibere in materia di ripartizione delle spese condominiali sono nulle per "impossibilità giuridica" dell'oggetto ove l'assemblea, esulando dalle proprie attribuzioni, modifichi i criteri di ripartizione delle spese, stabiliti dalla legge o in via convenzionale da tutti i condomini, da valere, oltre che per il caso oggetto della delibera, anche per il futuro; mentre sono semplicemente annullabili nel caso in cui i suddetti criteri vengano soltanto violati o disattesi nel singolo caso deliberato.

Tribunale di Venezia, 1 giugno 2021, n.1113/2021

Situazioni giuridiche soggettive - Diritti fondamentali – Diritto di cronaca

Sussiste sempre un valido e legittimo esercizio del diritto di cronaca allorquando, nel riportare un evento storicamente vero, siano rappresentate modeste e marginali inesattezze che riguardino semplici modalità del fatto, senza modificarne la struttura essenziale oppure inesattezze in altri casi definite secondarie in quanto non idonee ad intaccare il nucleo, vero, essenziale della notizia principale.

Tribunale di Vicenza, 31 maggio 2021, n.1109/2021  

Diritti reali – Proprietà

Colui il quale agisca per ottenere il mero accertamento della proprietà o comproprietà di un bene, anche unicamente per eliminare uno stato di incertezza circa la legittimità del potere di fatto esercitato sullo stesso, è tenuto, al pari che per l’azione di rivendicazione ex art. 948 c.c., alla “probatio diabolica” della titolarità del proprio diritto, trattandosi di onere da assolvere ogni volta che sia proposta un'azione, inclusa quella di accertamento, che fonda sul diritto di proprietà tutelato erga omnes.

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